Un percorso nella tradizione musicale della pianura bolognese. Luogo d'origine di strumenti e prestigiose scuole di artigianato musicale. Luogo di nascita e permanenza di celebri cantanti e musicisti. Un luogo in cui la musica ha sempre trovato un palco, nel contesto di meravigliosi teatri storici, piccoli gioielli del territorio.
A poca distanza da Bologna città creativa della Musica Unesco. Ecco qui alcuni spunti per conoscere e immergersi nella ricca storia musicale della sua pianura.
Il nostro itinerario parte da Budrio, piacevole cittadina porticata nota per essere il luogo di nascita dell’ocarina, un caratteristico strumento a fiato in terracotta dalla forma simile a una piccola oca (ucareina, in dialetto bolognese). Inventato a metà Ottocento da Giuseppe Donati e oggi noto tra gli appassionati di tutto il pianeta, soprattutto in estremo oriente, lo strumento è celebrato nel Museo dell'Ocarina, una collezione unica al mondo che conserva esemplari, spartiti e testimonianze della lunga tradizione di artigianato musicale locale.
Eventi
Ogni anno a Budrio ha luogo il Festival Internazionale dell’Ocarina: concerti, mercatini artigianali, spettacoli e laboratori, che richiamano musicisti e appassionati da tutto il mondo.
Il percorso nella musica prosegue a Pieve di Cento, borgo noto come “la piccola bologna” per via delle sue strade porticate, dal 2019 premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Antica e illustre la sua tradizione musicale, ben raccontata nel Museo della musica, un allestimento conservato nel Palazzo Comunale che attraversa secoli di storia musicale e arte della liuteria, oltre a una collezione di costumi di scena e oggetti personali appartenuti al celebre soprano Alice Zeppilli (1885-1969), trasferitasi a Pieve di Cento a seguito del matrimonio con il violoncellista pievese Giuseppe Alberghini.
Alla soprano è intitolato anche lo splendido Teatro storico Alice Zeppilli, inserito nel palazzo comunale. Nell’elegante teatro, decorato con motivi raffinati, è conservato anche un sipario originale dell’Ottocento raffigurante Esopo che parla ai pastori. Il teatro è tutt’ora utilizzato per spettacoli e concerti.
La tradizione musicale a Pieve è quantomai viva nelle attività della Scuola di Artigianato Artistico Centopievese, un laboratorio dove si tengono ancora prestigiosi corsi di artigianato e costruzione di strumenti musicali. La Scuola è visitabile su richiesta.
Curiosità
Pieve di Cento ospita anche la Casa della Musica, un’affascinante opera di architettura contemporanea, realizzata da Mario Cucinella, che richiama la forma delle casse armoniche e che ospita le locali scuole di musica.
Si prosegue attraverso il dolce paesaggio della pianura per arrivare a San Giovanni in Persiceto, dove al centro del cosiddetto “borgo rotondo”, sulla piazza principale, sorge il Teatro Storico Comunale, costruito nel 1786 su progetto dell'architetto Giuseppe Tubertini. L’interno mantiene intatta la struttura settecentesca, che richiama il prospetto di un edificio classico, arricchito nel corso dell’Ottocento con le pitture nella volta e le decorazioni in stucco.
Consiglio di visita
Una passeggiata al Cimitero Storico Monumentale consente di incontrare alcuni dei più illustri musicisti e cantanti che qui hanno vissuto e operato.
Da sapere
Il teatro è aperto al pubblico per la stagione teatrale ed è visitabile su richiesta.
Curiosità
Nel foyer del Teatro sono visibili alcuni strumenti musicali ottocenteschi appartenuti alla banda locale, spartiti e foto d’epoca.
Sant’Agata Bolognese è la cittadina che ha dato i natali a Nilla Pizzi, artista entrata di diritto nella storia della canzone italiana grazie ai suoi grandi successi degli anni ‘50, come Grazie dei fiori con cui vinse il Festival di Sanremo, o Papaveri e papere. A quest’ultima canzone Sant’Agata ha dedicato una curiosa opera di street art: la vecchia torre dell’acquedotto del paese è stata recentemente ridipinta con le sembianze di uno sgargiante papavero, che si staglia fiero sull’orizzonte della pianura.
Nel centro di Sant’Agata è conservato il teatro storico Ferdinando Bibiena, un piccolo gioiello ancora oggi aperto al pubblico per concerti e spettacoli. Le sue origini risalgono alla fine del secolo XVIII ed è intitolato ai Bibiena, famiglia specializzata in realizzazioni teatrali che, secondo la tradizione, aveva una residenza a Sant'Agata. Oltre alle raffinate decorazioni, il teatro si caratterizza per un’elegantissima platea e per la piccola e raccolta sala, che ne ha indirizzato l'attività in un ambito decisamente colto e aristocratico.
Da sapere
Il teatro è visitabile su richiesta e propone una ricca stagione teatrale.