La pianura bolognese occidentale

In collaborazione con Touring Club

Si tratta di un itinerario che da Bologna punta inizialmente a nord-ovest, percorre poi la bassa pianura lungo il confine con la provincia di Ferrara, di cui è parte Cento, per rientrare in città costeggiando per un buon tratto il canale Navile. Utilizza segmenti delle statali 9, Via Emilia, e 568, di Crevalcore, e tratti di strade provinciali, tutte di buona percorribilità. Il territorio a ovest del fiume Reno fa parte del comprensorio lattiero-caseario del Parmigiano-Reggiano, avendo la natura dei suoli e le difficoltà idrauliche favorito la presenza di una fitta trama di prati stabili. Nell’area centrale, i depositi alluvionali hanno reso fertili i terreni e solo la zona più settentrionale ha visto il perdurare di lunghi dissesti idraulici, risolti a metà del XVIII secolo con la creazione artificiale dell’alveo attuale del Reno, che ebbe come conseguenza il trasferimento amministrativo alla provincia di Ferrara delle terre a nord del nuovo corso. Lungo il canale Navile permangono le testimonianze edilizie delle attività artigianali e protoindustriali affiancatesi storicamente a una agricoltura evoluta. Interessanti, per la presenza di un tessuto urbano omogeneo e di emergenze architettoniche significative, i due centri di S. Giovanni Persiceto e Cento. L’itinerario attraversa i territori del Consorzio della Bonifica Renana, autorità idraulica competente, attiva all’interno del proprio comprensorio situato nel bacino del fiume Reno, tra i torrenti Samoggia e Sillaro e corrispondente a 3419 km2. In questo areale i corsi d’acqua naturali (fiumi, torrenti e rii) sono gestiti e manutenuti dalla Regione Emilia-Romagna, mentre il Consorzio, con il proprio reticolo idrografico artificiale, gestisce lo scolo delle acque meteoriche provenienti dalle aree agricole e urbane, per tutelare il territorio da rischi alluvionali crescenti a causa dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici in atto. Si tratta sia di aree a scolo naturale sia di aree depresse, le cui acque vengono sollevate nei recapiti finali solo grazie agli impianti idrovori consortili. Infatti, la pianura a nord delle città della Via Emilia è frutto di un lavoro secolare di bonifica e di controllo dello scolo delle acque. Territorio abbandonato dopo la caduta dell’Impero romano, trasformato in landa acquitrinosa, in balia di allagamenti e alluvioni, vede i primi interventi di recupero nel Medioevo a cura degli enti monastici (abbazie di Pomposa, Nonàntola e San Benedetto Po). Le prime opere pubbliche di bonifica vengono realizzate dalle autorità civiche comunali (Bologna), dalle signorie e dalle istituzioni locali (gli Este a Ferrara, lo Stato Pontificio nel Bolognese) con il coinvolgimento economico delle proprietà. Antenato della Bonifica Renana è l’Assunteria dei Confini e delle Acque (1589-1716) che riuniva le Congregazioni di Scolo. Nel ’700 si realizza il Cavo Benedettino per incanalare le acque del Reno nel ramo del Po di Primaro e, grazie all’attuazione del progetto Lecchi-Boncompagni, la pianura bolognese si avvia verso l’assetto idraulico di oggi. Con Napoleone si istituiscono la Magistratura delle Acque e i Circondari idraulici, con i relativi consorzi dei proprietari di immobili. Essi confluiranno in quello che oggi è il Consorzio della Bonifica Renana, costituito nel 1909. Nel secolo scorso si completano le opere principali, il nuovo piano idraulico di bonifico, gli impianti di sollevamento, le nuove casse e il territorio diviene quello che oggi vediamo e conosciamo. Le casse di Vallesanta, Bassarone, Campotto e del Dosolo, strategiche per la gestione idraulica della Bonifica Renana, sono un complesso ecosistema di zone umide e boschi idrofili, diventati area di sosta e rifugio per numerose specie di uccelli migratori e habitat naturale per pesci, anfibi, rettili e mammiferi tipici di questi ambienti. Il sistema idraulico-ambientale delle casse della Bonifica Renana, ad Argenta, costituisce la VI stazione del Parco del Delta del Po e ospita i Musei della Bonifica e delle Valli.
  • Lunghezza
    102,9 km
  • Borgo Panigale Bologna (BO)

    Estesa propaggine industriale del capoluogo. Si incontrano la parrocchiale di S. Maria Assunta, eretta nel 1639 da Francesco Martini che presenta un ricco corredo pittorico, la chiesa del Cuore Immacolato di Maria, realizzata da Giuseppe Vaccaro nel 1955-65 all’interno di un complesso residenziale INA Casa del 1951, il museo Ducati, che presenta l’evoluzione sportiva dell’azienda, e la seicentesca villa Boschi.

  • S. Maria Assunta Bologna (BO)

    Eretta nel 1639 da Francesco Martini. L’interno, a una navata, presenta un ricco corredo pittorico. In alto, tra gli altari delle cappelle, 12 tele di Luigi Crespi (Evangelisti, Dottori della Chiesa, Riposo durante la fuga in Egitto, Annunciazione, Spirito Santo, Papa Ghislieri dà udienza in trono); nella 1a cappella destra, S. Antonio da Padova, terracotta di Camillo Mazza; nella 2a, Madonna con i Misteri del Rosario di Vincenzo Spisanelli; nella 3a, Sacra famiglia di Michele Desubleo; nell’abside, entro fastosa cornice, Assunzione della Vergine di Giovanni Andrea Sirani.

  • Museo Ducati Bologna (BO)

    Il museo presenta l’evoluzione sportiva dell’azienda. Sono esposti esemplari delle moto più importanti della storia dell’azienda, compresa la collezione delle leggendarie moto da corsa. La visita comprende un tour guidato nella fabbrica.

  • Villa Boschi Bologna (BO)

    Villa seicentesca totalmente ristrutturata nel 1763-65, con logge e soffitti affrescati da Giovanni Pancaldi, stucchi di Francesco Stagni e oratorio a pianta centrale eretto nel 1771 su disegno di Francesco Tadolini.

  • Villa Pallavicini Bologna (BO)

    Appartenuta ai marchesi Zagnoni, imprenditori serici, è oggi proprietà della Fondazione Gesù Divino Operaio. Alcune sale al piano terreno conservano affreschi con decorazioni ‘a paese’ di Vincenzo Martinelli e Pietro Fancelli.

  • Museo Archeologico ambientale Anzola dell'Emilia (BO)

    Sede ad Anzola del Museo Archeologico ambientale di San Giovanni in Persiceto. Inaugurata nel 2011, attraverso strumenti multimediali e ricostruzioni, offre interessanti spunti di conoscenza sulla vita e le attività che si svolgevano presso la locale terramara; particolarmente interessante è l’aula didattica che, tramite disegni sulle pareti e riproduzioni di oggetti e arredi, rievoca la vita all’interno di un’antica capanna.

  • Chiesa di S. Maria in Strada Anzola dell'Emilia (BO)

    Già parte di un monastero risalente al X secolo, prima dei Camaldolesi poi dei Cistercensi, riedificata nel 1789, con tele di Vincenzo Spisanelli, Francesco Gessi, Giacomo Cavedoni.

  • Villa Paleotti Calderara di Reno (BO)

    Lungo la statale 568, di Crevalcore, che unisce Borgo Panigale a San Giovanni in Persiceto, rettifilo che insiste sul percorso stradale realizzato nel 1250 dal Comune bolognese per assumere il controllo del- le aree nonantolano-vescovili lungo il confine modenese, si incontra la seicentesca villa Paleotti. Proprietà dei conti Spalletti-Trivelli, con strutture porticate prospicienti la strada, edificate nel XVIII secolo, quando il complesso e la tenuta furono acquistati dal marchese Zagnoni che vi insediò un mercato; attualmente è in abbandono.

  • Pieve di S. Maria Annunziata e S. Biagio Sala Bolognese (BO)

    Costruita nel 1096 su precedenti edifici, di cui restano tracce e iscrizioni, sopraelevata nel 1517, poi trasformata secondo i modi del barocco bolognese. Nel 1924 Giuseppe Rivani ne intraprese il restauro volto a riportarla alle originarie forme romaniche. Riedificò la cripta e il presbiterio sopraelevato, ripristinò i muri laterali, ricostruì la facciata e innalzò il campanile (1925). L’interno è a pianta basilicale con tre navate su pilastri polistili, tre absidi, copertura lignea a capriate e cripta pure a tre navate. L’affresco con l’Annunciazione dell’arcone del presbiterio risale probabilmente all’epoca dei lavori di sopraelevazione; l’ambone incorpora frammenti romanici; la mensa dell’altare è costituita da una lastra d’epoca romana che reca la testa di una divinità cornuta.

  • Santuario della Madonna del Poggio o delle Grazie San Giovanni in Persiceto (BO)

    All’originale pilastro devozionale del XIII secolo si sostituisce una cappella ampliata nel 1433 e nel 1492 con l’aggiunta del portico per proteggere i viandanti e i fedeli, infine ampliata e abbellita dai monaci Girolimini di S. Barbaziano di Bologna. All’interno, nella 3a cappella destra, S. Cecilia e S. Giovanni Battista, affresco del XVI secolo; nella 4a, copia seicentesca della Comunione di S. Gerolamo di Agostino Carracci; nell’abside, Natività con i pastori e S. Gerolamo (1530 c.), affresco di Biagio Pupini; l’altare maggiore di legno dorato marmorizzato, collocato qui nel XVIII secolo, proveniente dalla chiesa di S. Barbaziano di Bologna; il ciclo pittorico dell’abside è del XVI secolo. Nella 2a campata sinistra, pala con Madonna e santi del secolo XVII; nella cappella della Beata Vergine, bella tomba del canonico Antonio Busi (1506), opera di Vincenzo Onofri.

  • Area di riequilibrio ecologico «La Bora» San Giovanni in Persiceto (BO)

    Una delle più interessanti della pianura bolognese. Istituita nel 1990, di proprietà del Comune di San Giovanni in Persiceto, è una cava dismessa diventata oasi naturalistica; si estende per una superficie di 22 ettari, parte a zona umida, parte a rimboschimento. Vi si svolge attività di educazione ambientale.

  • Piazza Garibaldi San Giovanni in Persiceto (BO)

    Vi prospetta la chiesa della Madonna della Cintura, eretta fra il 1574 e il 1603, su disegno di Alfonso Lombardi, dalla compagnia del SS. Sacramento, con annesso oratorio del 1712. Al N. 7, il palazzo della Civica Biblioteca «Giulio Cesare Croce», ex ospedale di S. Salvatore, edificato nel 1737-68, su progetto di Giuseppe Civoli. La biblioteca, dedicata all’autore di Bertoldo e Bertoldino, nativo del luogo (1550-1609), raccoglie l’archivio storico comunale, un fondo di volumi antichi e successive donazioni tra cui quella di Raffaele Pettazzoni.

  • Collegiata di S. Giovanni Battista San Giovanni in Persiceto (BO)

    Sul lato orientale di piazza del Popolo si trova la collegiata costruita a partire dal 1671 su progetto di Paolo Emilio Canali, con facciata ottocentesca ornata dalle statue dei quattro evangelisti opera di Bernardo Bernardi nel 1838. Conserva una Madonna e Santi di Francesco Albani. Nell'interno, riccamente decorato con stucchi settecenteschi: al centro vasca battesimale in marmo rosa di Verona datata 1450; al 1° altare destro, Madonna e i Ss. Francesco Saverio e Filippo Neri, attribuita a Marcantonio Franceschini; nel transetto destro, Madonna e i Ss. Rocco e Sebastiano di Francesco Albani (1635); nel presbiterio, bassorilievi con episodi della vita di Gesù di Angelo Piò; nel coro, Decollazione del Battista di Alessandro Guardassoni; al 3° altare sinistro, Crocifisso ligneo del XVI secolo; al 2°, Vergine con i Ss. Anna e Gioacchino di Ubaldo Gandolfi; al 1°, S. Antonio da Padova e il Bambino Gesù del Guercino.

  • Museo d'Arte sacra San Giovanni in Persiceto (BO)

    Negli ambienti più prestigiosi dell’ex canonica della collegiata è sistemato il recente Museo d’Arte sacra; comprende una pinacoteca che raccoglie dipinti dei secoli XV-XIX, tra i quali: S. Giovanni Battista di Francesco Raibolini detto il Francia, S. Michele Arcangelo con S. Giovanni Battista, S. Benedetto, S. Francesco e S. Girolamo di Alessandro Tiarini, Madonna della Cintura tra i Ss. Agostino e Monica di Bartolomeo Passarotti, Gesù, Marta e Maria di Donato Creti, Ss. Pietro e Paolo di Ercole Graziani. Inoltre, oggetti di uso liturgico, paramenti sacri e corali miniati.

  • Palazzo comunale San Giovanni in Persiceto (BO)

    Di fronte alla collegiata di S. Giovanni Battista si trova il Palazzo comunale, costruito alla fine del XIV secolo e rifatto dal Nadi nel 1498, quindi acquistato dal Comune nel 1612. All’interno, lo scalone del 1775 è di Giuseppe Tubertini.

  • Corso Italia San Giovanni in Persiceto (BO)

    In corso Italia, alla sinistra del Municipio, si incontra al N. 45 la sede settecentesca della Partecipanza, che conserva l’importante archivio dell’ente. Al termine della via, la porta Vittoria o porta di Sopra, rivolta in direzione sud-ovest, verso Bologna, eretta nel 1779 e facciata su disegno di Giovanni Giacomo Dotti del 1781. Percorrendo il corso in direzione opposta, una breve deviazione a sinistra, lungo la via Gramsci, conduce al cosiddetto Palazzaccio, di origine trecentesca, su stilate lignee, che fu residenza dell’abate di Nonàntola. Proseguendo lungo il corso si giunge alla porta Garibaldi o porta di Sotto, innalzata nel 1830 su progetto dell’architetto Filippetti, già punto di passaggio verso Ferrara.

  • Museo archeologico ambientale San Giovanni in Persiceto (BO)

    All'interno dello storico edificio di Porta Garibaldi, ex carcere monumentale, si articola in tre sezioni principali: età romana, medievale e rinascimentale. L'allestimento include reperti, immagini, ricostruzioni, disegni e testi esplicativi che mettono in luce i principali ritrovamenti sul territorio. Di interesse anche la sezione ambientale, che attraverso reperti lignei e carpologici permette di comprendere il rapporto tra uomo, ambiente e territorio nel corso dei secoli.

  • Museo del Cielo e della Terra San Giovanni in Persiceto (BO)

    La struttura è costituita da quattro sezioni: la sezione astronomica (Osservatorio astronomico «G. Abetti» e Planetario Cà dell’Ortolano); la sezione di storia naturale (Orto botanico «U. Aldrovandi»); la sezione naturalistica (Area di Riequilibrio ecologico Bora); la sezione di fisica (Laboratorio di Didattica e Studio della Fisica Tecnoscienza). Oltre alle esposizioni permanenti il museo propone iniziative come conferenze, manifestazioni e centri estivi.

  • Mudetec - Museo delle Tecnologie Lamborghini Sant'Agata Bolognese (BO)

    Il MUDETEC-Museo delle Tecnologie, esposizione della casa automobilistica Lamborghini, espone auto sportive e da corsa, motori, strumenti di lavoro della fabbrica, modellini, rassegne fotografiche. Punti di forza sono il simulatore di guida e il tour delle linee di produzione.

  • Parrocchia di S. Silvestro Crevalcore (BO)

    Affacciata sullo slargo centrale, segnato dal monumento bronzeo allo scienziato crevalcorese Marcello Malpighi (Enrico Barberi, 1897) sorge, preceduta dal campanile, la parrocchiale di S. Silvestro, ricostruita in stile neogotico nel 1901-28. All’interno, nella 2a cappella destra, Crocifisso ligneo quattrocentesco; alla testata della navata destra, S. Francesco di Giacomo Cavedoni (1635 c.); sull’altare maggiore, S. Silvestro di Giovanni Maria Viani; nella 1a cappella sinistra, Adorazione dei magi di Orazio Sammachini (1565). La parrocchiale conserva anche un frammento di affresco con Incoronazione della Vergine attribuito a Simone dei Crocifissi e tele con la vita della Vergine e santi di Nicola Bertuzzi in deposito dall’oratorio della Rotonda.

  • Teatro Comunale Crevalcore (BO)

    Eretto nel 1726 su progetto di Ferdinando Galli Bibiena, abbattuto nel 1866 e riprogettato nel 1874 da Antonio Giordani di Cento. L’interno presenta decorazioni floreali di Gaetano Lodi e il sipario raffigurante Marcello Malpighi alla corte di Ferdinando II, di Raffaele Faccioli.

  • Chiesa della SS. Concezione Crevalcore (BO)

    La chiesa (1696-1725) comunica con l'oratorio della Pietà ed è interessante per avere conservato l’insieme degli arredi originali: alle pareti, decorate da stucchi e statue di Giuseppe Mazza, sono le tele raffiguranti S. Agostino di G. B. Grati, S. Ambrogio di Ercole Graziani, S. Gregorio di Giuseppe Pedretti, S. Girolamo di Cristoforo Terzi; al centro della parete destra, S. Anna, S. Lucia, S. Liberata, di Giuseppe Marchesi detto il Sansone; al centro della parete sinistra, Martirio di S. Bartolomeo di Antonio Rossi. Sull’altare, affresco votivo quattrocentesco raffigurante la Madonna col Bambino. Dall’edificio attiguo, sede storica dell’Accademia degli Indifferenti Risoluti, si accede all’oratorio, con soffitto a cassettoni, che conserva una Pietà con i Ss. Giovanni, Nicola e Silvestro di scuola ferrarese del XVI secolo, tele con gli Evangelisti ed episodi della vita di S. Lorenzo del secolo XVII, e un coro ligneo con monumentale leggio del sec. XVII. Lungo le pareti corre un fregio con storie della Vergine della scuola di Cesare Baglioni (fine XVI-inizio XVII secolo).

  • Villa Caprara Crevalcore (BO)

    A Ronchi m 21, la villa Caprara (XVI sec), nota anche come Villa Ronchi o Castello dei Ronchi, con armoniche aggiunte successive fu inquadrata da due imponenti torrioni. L’annessa chiesa di S. Matteo è settecentesca, a pianta ovale, con bel tabernacolo coevo, come le tele di scuola bolognese. La Via Crucis di Nicola Bertuzzi è attualmente in deposito presso l’amministrazione comunale di Crevalcore. Il settecentesco Oratorio della Rotonda, già unito alla villa Caprara di Ronchi da un viale oggi interrotto dalla ferrovia, ha un patrimonio di dipinti dovuto a Nicola Bertuzzi, ora depositato presso S. Silvestro a Crevalcore.

  • Chiesa del Rosario Cento (FE)

    Eretta dall’omonima confraternita nel 1633-41, all’interno presenta un impianto rigorosamente classico a unica navata con tre cappelle per lato. Al centro della volta una tela del Guercino raffigurante l’Assunta (1622), dalle soluzioni prospettiche assai ardite. Nella 1a cappella destra, S. Giovanni Battista, copia dal Guercino di Antonio Guandalini (1839); nella 2a, Transito di S. Giuseppe di Felice Torelli (1717); sull’altare maggiore, disegnato da Ferdinando Bibiena (1727), è collocata una Madonna del Rosario, in legno policromo (1626), affiancata dalle statue di David e Aronne di Giuseppe Mazza. La 5a cappella sinistra (del Crocifisso o del Guercino), eretta a spese del Guercino, priore della confraternita del Rosario, conserva quattro sue opere del 1645: la Crocifissione collocata sopra l’altare e S. Francesco, S. Giovanni Battista, Padre Eterno che decorano la volta; ai lati, entro nicchie, le statue di S. Paolo eremita e S. Antonio abate (circa metà del XVII secolo). Alle spalle dell’altare maggiore, l’oratorio della confraternita, con pregevole coro (1659-62).

  • Piazza Guercino Cento (FE)

    Nella centrale piazza Guercino, intitolata al pittore centese Gian Francesco Barbieri detto il Guercino (1591-1666) convergono le quattro vie d’accesso alla città, un tempo munite di porte e baluardi. Su due lati della piazza si affaccia il complesso merlato del palazzo del Governatore, edificato nel 1502 e unito alla seicentesca torre dell’Orologio, progettata da Francesco Giraldini (sul cantonale della via Provenzali, una parasta in pietra reca incisi i livelli raggiunti dall’acqua a seguito delle rotte del Reno). L’edificio è la sede della Galleria d’Arte moderna «Aroldo Bonzagni».

  • Galleria d'Arte Moderna «Aroldo Bonzagni» Cento (FE)

    All'interno del cinquecentesco palazzo del Governatore, conserva opere del pittore centese Aroldo Bonzagni, illustratore della mondanità milanese e parigina negli anni della belle époque, e altre di artisti del primo e del secondo Novecento, tra i quali Balla, Sironi, Sassu, Cassinari, Treccani, Carrà, Guttuso, Fontana.

  • Via Provenzali Cento (FE)

    Via Provenzali prende il nome dalla casa Provenzali, situata al N. 6. All’interno un pregevole ciclo affrescato del Guercino eseguito forse nel 1616; se ne perse traccia fino al 1937, quando furono riscoperti sotto il controsoffitto costruito nella seconda metà dell’Ottocento. Lungo il portico di via Provenzali si incontra la chiesa di S. Pietro, edificata nel XIV secolo, ma in seguito notevolmente rimaneggiata. Nell’interno, Madonna e santi di Benedetto Zalone, Madonna col Bambino, S. Bernardino e angelo custode di Matteo Loves; nell’abside, a un livello inferiore rispetto alla pavimentazione attuale, frammenti di affreschi trecenteschi. Alle spalle degli edifici porticati è l’antico ghetto, in avanzato stato di degrado, cui si accede dalla via Malagodi al termine della via Provenzali. L’edificio con balcone ospitava un tempo la sinagoga.

  • Corso del Guercino Cento (FE)

    In corso del Guercino (già via di Mezzo) si trovano l’ex Seminario arcivescovile, che ospitò la comunità dei Gesuiti e il Patrimonio degli Studi ed è ora un istituto scolastico, e l’ex chiesa dei Gesuiti, dedicata a S. Lorenzo, eretta da Pietro Alberto Cavalieri nel 1765-73, una delle maggiori espressioni del barocco centese. In attesa del ripristino della Pinacoteca civica, danneggiata dal terremoto del 2012, trasformata in Pinacoteca S. Lorenzo, ospita un cospicuo numero di opere del Guercino. Sul corso si affaccia il fronte della casa Pannini (1360), poggiante su strutture lignee, tipiche delle case bolognesi medievali, il cui interno accoglieva un importante ciclo di affreschi del Guercino e della sua bottega, staccati nel 1840 e ora parzialmente raccolti nella Pinacoteca civica. Lungo la via si incontrano anche palazzo Rangoni (1766) e il Teatro comunale, opera di Antonio Giordani con la collaborazione di Fortunato Lodi (1856-61) e intitolato al tenore centese Giuseppe Borgatti (1871-1950). A lui è dedicato anche il piccolo museo allestito all’interno dell’edificio. Al termine della via il monumento al Guercino di Stefano Galletti (1862).

  • Pinacoteca civica «Il Guercino» Cento (FE)

    Ha sede nel palazzo del Monte di Pietà e dell’Archivio notarile, costruito nel 1782 da Giovanni Callegari. È stata istituita nel 1839, ampliata e rinnovata nel 2006 con la riqualificazione del salone dell’ex Archivio notarile. Oltre a capolavori dell’arte barocca emiliana e del manierismo nordico, la Pinacoteca conserva la maggiore concentrazione al mondo di opere del Guercino e della sua bottega, compresi disegni e incisioni. È possibile seguire l’evoluzione stilistica del maestro centese, dalla pittura della giovinezza al classicismo della maturità. Dal 2012 la Pinacoteca è inagibile a causa del terremoto del 2012. Un buon numero di opere del Guercino appartenenti alla Pinacoteca sono esposte nelle Pinacoteca San Lorenzo. ATRIO, SALA I: La Primavera, statua in marmo di Stefano Galletti. Primo piano, SALA II: Adorazione dei pastori, attribuito a Pellegrino Tibaldi. SALA III: opere di Marcello Provenzali, Orazio Sammachini, G.B. Cremonini; Adorazione dei pastori di Denijs Calvaert. SALA IV: opere dei Gennari, fra cui Battesimo di Cristo attribuito a Lorenzo Gennari. SALE V-VI: Ricostruzione degli ambienti di casa Pannini con gli affreschi strappati del Guercino e della sua bottega (1615), provenienti dalla stessa casa. Piano superiore, SALA VII: Madonna e santi di Ludovico Carracci. SALE VIII-IX: Cena in Emmaus di un imitatore del Guercino; La cattedra di S. Pietro, Cristo risorto, S. Bernardino e numerose altre pale d’altare del Guercino; Cristo morto dello stesso; opere della scuola del Guercino. SALA X: Nature morte di Paolo Antonio Barbieri, fratello del Guercino; opere dei Gennari e della loro scuola. SALA XI: Annunciazione di Ubaldo Gandolfi; due Ritratti di vecchi mendicanti, di Giacomo Ceruti; due Nature morte di Candido Vitali. SALA XII: disegni a penna e a sanguigna del Guercino e della sua scuola; raccolta di incisioni.

  • Basilica Collegiata di S. Biagio Cento (FE)

    La facciata incompiuta della collegiata di S. Biagio, preesistente all’XI secolo, è stata ricostruita in forme barocche su disegno di Alfonso Torreggiani tra il 1730 e il 1745. Accanto, il campanile eretto su progetto di Pietro Alberto Cavalieri nel 1761-62. Gravemente danneggiata dal terremoto del 2012, le opere sono state ricoverate presso il Museo Magi. Quella che segue è la situazione precedente l’evento sismico. L’interno a tre navate su colonne, con cupola e ampia abside, conserva: al 1° altare destro, Trasfigurazione di Marcello Provenzali (1606); al 4°, S. Carlo Borromeo del Guercino, deposito dalla chiesa di S. Maria Addolorata dei Servi; dietro l’altare maggiore, bel coro ligneo su disegno di Alfonso Torreggiani, eseguito nel 1743 da Vincenzo Rossi, donato da Benedetto XIV insieme alla pala raffigurante la Madonna in gloria e i Ss. Biagio e Michele di Antonio Rossi (1751), sistemata nell’abside. Nella 5a cappella sinistra è collocato un Crocifisso ligneo del XV sec.; alla parete destra della 4a cappella, Madonna in gloria e Ss. Caterina da Siena, Francesco di Paola e Gaetano da Thiene di Benedetto Gennari; sul 3° altare, Visitazione e santi di Domenico Mona; al 1°, Natività della Vergine di Bartolomeo Cesi.

  • Chiesa di S. Maria Addolorata dei Servi Cento (FE)

    Iniziata nel 1590 e rimaneggiata in epoca posteriore. Nell’interno, al 1° altare destro, S. Michele arcangelo in lotta con il diavolo di Denijs Calvaert; al 2°, Sudario sorretto da due angeli, affresco del Guercino; al 1° sinistro, Estasi di S. Francesco di Lorenzo Gennari.

  • Rocca Cento (FE)

    Fu costruita nel 1387 dai Bolognesi, riedificata nel 1458-65 dal cardinale Filippo Calandrino e successivamente ampliata da Giulio II quando era vescovo di Bologna. La struttura fortificata domina la città con i suoi massicci volumi merlati: il torrione d’ingresso, tre torri angolari e un alto mastio. Gli interni presentano ambienti di pregio, come la stanza del camino, la cappella, la sala della trifora, le cannoniere, le prigioni, i sotterranei. Nel piazzale della Rocca è la sede provvisoria della Biblioteca civica del Patrimonio degli Studi, in attesa che venga resa agibile la sede principale di palazzo Tassinari Scarselli; la biblioteca vanta un patrimonio di oltre 60.000 volumi e un consistente fondo antico derivato dal Seminario Clementino.

  • Villa Giovannina Cento (FE)

    Costruita nel XV secolo dai Bentivoglio in forma di castello quadrilatero con torri angolari, su terreno donato dagli abitanti di San Giovanni in Persiceto, venne riedificata nel 1617 e quindi rimaneggiata in tempi più recenti. L’interno è decorato da affreschi del Guercino raffiguranti episodi dell’Orlando Furioso, del Pastor Fido e della Gerusalemme liberata; ad Alessandro Candi si devono le scene tratte dalla Secchia rapita, a Giuseppe Rondelli quelle ispirate all’Eneide.

  • S. Maria Maggiore Pieve di Cento (BO)

    Nella centrale piazza Andrea Costa si affaccia la collegiata di S. Maria Maggiore, l’antica pieve ricostruita tra il 1702 e il 1740. Del rifacimento quattrocentesco si conservano, sul lato destro, il campanile e, posteriormente, l’abside poligonale. Nell’interno a una navata, ai lati del 1° altare destro, Invenzione della croce di Bartolomeo Passarotti e Nascita del Battista di Orazio Sammachini; al 2°, Natività di Maria di Ippolito Scarsellino; al 3°, Madonna col Bambino e S. Filippo Neri di Francesco Gessi; nel transetto destro, Madonna degli Angeli di Lavinia Fontana; nell’abside, Assunta di Guido Reni; nel transetto sinistro, Crocifisso ligneo risalente forse al XIII secolo; al 1° altare sinistro, Annunciata del Guercino. Inoltre, Crocifissione di Bartolomeo Gennari (1637).

  • Pinacoteca civica Pieve di Cento (BO)

    Si trova all'interno di palazzo Mastellari, già sede dell’Ospedale, che ospita anche il Centro culturale «Vladimiro Ramponi» che accoglie la Biblioteca comunale (20.000 volumi), il fondo librario antico «Biblioteca Padri Scolopi» (di cui 5 manoscritti, 2 incunaboli, 91 cinquecentine) e l’Archivio storico. La pinacoteca conserva opere di Ippolito Scarsellino, Matteo Loves, Benedetto Zalone, Simone dei Crocifissi, G.B. Monti. Nella sezione di arte contemporanea, opere di Alberto Martini e Luigi Veronesi. La Biblioteca e la Pinacoteca verranno trasferite nell’ex edificio delle scuole elementari.

  • Chiesa di S. Chiara Pieve di Cento (BO)

    Piccola chiesa o cappella costruita tra il 1633 e il 1645, sul cui altare maggiore è una Vestizione di S. Chiara di Benedetto Gennari il Giovane (1657). In via Galuppi sorgono la chiesa e, nella sua parte tergale, l’oratorio della SS. Trinità, edificati nel 1603 dalla compagnia omonima. La chiesa conserva una pala d’altare raffigurante la SS. Trinità di Lucio Massari. L’oratorio è decorato da affreschi di soggetto biblico eseguiti da Lionello Spada e Francesco Brizio tra il 1612 e il 1616; nel 1615-16 Giacomo da Bergamo, detto Venezian, eseguì il coro su disegno di Francesco Brizio.

  • Museo delle Storie di Pieve Pieve di Cento (BO)

    All'interno della Rocca, edificata nel 1378, sotto la temporanea dominazione bolognese, da Antonio di Vincenzo, si trovano le otto sale del Museo delle Storie di Pieve. In gran parte basato su installazioni interattive sulle quali scorrono fotografie, video-testimonianze, documentazione sulla formazione della città, le sue trasformazioni e la sua evoluzione economica e sociale; una sala è dedicata alla Partecipanza Agraria.

  • Museo Magi '900 Pieve di Cento (BO)

    È un museo privato, derivato dalla collezione dell’imprenditore Giulio Bargellini, inaugurato nel 2000, con sede nell’ex silos granaio comunale costruito nel 1933, riqualificato alla fine degli anni ’90 dall’architetto Giuseppe Davanzo. La collezione possiede opere dei maggiori artisti del primo e del secondo Novecento italiano, quali Morandi, De Chirico, Guttuso, Burri, Fontana. A seguito del terremoto del 2012, il museo ospita le opere pittoriche della Collegiata fra cui le pale d’altare di Guido Reni e Guercino.

  • Museo della Canapa Pieve di Cento (BO)

    All’interno della trecentesca porta Asìa, distinta dalla bella arcata ogivale, è allestito il Centro di documentazione sulla Lavorazione della Canapa, che documenta la rilevanza avuta da questa manifattura per l’economia della cittadina attraverso l’esposizione di attrezzi e fotografie che illustrano la lavorazione della canapa.

  • Castello Bentivoglio (BO)

    Eretto nella seconda metà del XV secolo da Giovanni II Bentivoglio inglobando una precedente rocca trecentesca; vi erano compresi una conca idraulica, mulini, osterie e botteghe artigianali. Passato nel XIX secolo ai marchesi Pizzardi, fu da questi ampiamente restaurato sotto la direzione di Alfonso Rubbiani, ma fu poi gravemente danneggiato nel 1945. Entro il fossato si distinguono la rocca trecentesca, danneggiata nella seconda guerra mondiale, e un rivellino merlato d’accesso. L’edificio quadrilatero del castello è articolato intorno a una bella corte loggiata con pozzo e cappella (all’interno, ai lati dell’altare sormontato da un’ancona, copia da Francesco Francia, statue moderne dei Bentivoglio oranti). Le decorazioni delle sale sono in gran parte rifacimenti del Rubbiani; originali del XV secolo, sebbene in parte danneggiati, sono gli affreschi con le storie del pane, che presentano il ciclo produttivo dalla semina dopo la bonifica alla panificazione e al consumo sul desco ‘cortese’.

  • Museo della civiltà contadina Bentivoglio (BO)

    L’ottocentesca villa Smeraldi ospita il Museo della Civiltà contadina. Il complesso è costituito dalla residenza padronale, dall’ampio parco all’inglese, dall’abitazione del fattore, dalla casa dell’ortolano e dai rustici (porcilaia, colombaia, ghiacciaia, conserva). Il museo che vi è stato allestito è il maggiore della provincia fra quelli dedicati al lavoro contadino e rappresenta un modello per la ricerca antropologica e una testimonianza unica sulla vita nelle campagne tra Otto e Novecento: attrezzi agricoli, documenti iconografici, fonti orali e scritte sono raccolti e articolati intorno ai temi del paesaggio agrario, del contratto di mezzadria, della casa colonica, della famiglia contadina, della coltivazione del grano e della canapa. La biblioteca riunisce circa 3.500 fra volumi e riviste relativi alle tecniche agrarie e all’economia contadina.

  • Mulino Pizzardi Bentivoglio (BO)

    L'interessante l’edificio del mulino Pizzardi, sulla riva del canale Navile (affiancato dalle abitazioni padronali dei marchesi Pizzardi), è un vasto manufatto industriale di gusto medievaleggiante, originario del XV secolo e sostituito dal mulino moderno nel 1899-90.

  • Museo Ferruccio Lamborghini Argelato (BO)

    Il Museo Ferruccio Lamborghini rappresenta un viaggio attraverso la storia e gli oggetti più rappresentativi che hanno contrassegnato la vita dell’imprenditore, oltre ad accogliere tutta la sua produzione industriale, che spazia dalle automobili ai trattori agli elicotteri.

Ultimo aggiornamento 11/11/2022
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