Le Terre di Faenza

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Questo itinerario si estende tra Faenza, antica città d'arte, Brisighella, borgo pittoresco circondato da splendide rocche e torri medioevali, Casola Valsenio, sulle colline a proteggere un patrimonio di erbe officinali, Riolo Terme, luogo di sorgenti termali che sgorgano da vene gessose, Castel Bolognese, dal suggestivo museo all'aperto con splendide opere in bronzo, e Solarolo, con tanta storia da raccontare. 
Si tratta delle Terre di Faenza, terre fortemente caratterizzate dal passato e insieme ricche di peculiarità naturali e artistiche che emanano un fascino intenso.

  • Durata
    72 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Famiglia,Coppia
  • Prima tappa Faenza

    Il primo giorno, dedicato all'Arte e della Ceramica, si apre a Faenza con una visita al Museo internazionale delle Ceramiche. Fondato nel 1908, il MIC, è uno dei musei dedicati alla ceramica più importanti al mondo: nei suoi ampi spazi espositivi ospita opere della produzione italiana ed europea dal Medioevo all’Ottocento, ma anche importanti sezioni dedicate all'America precolombiana, alla Grecia classica, all'età romana, all’Oriente e alla ceramica islamica. Spazi specifici sono dedicati alla ceramica dei maggiori artisti del Novecento e della contemporaneità, sia italiani che stranieri.

    A poca distanza si trova Palazzo Milzetti, l'esempio più ricco e integro dell’elegante civiltà architettonico-decorativa, che in età neoclassica fiorì a Faenza. La decorazione di ogni sala, spesso legata a un tema della mitologia classica, costituisce una testimonianza significativa sui gusti del tempo, catturati dai poemi omerici (Sala delle Feste, primo piano), dalla storia di Roma (Sala di Compagnia, primo piano), dal paganesimo greco-romano (Gabinetto dell’Amore, primo piano), dai ritrovamenti archeologici di Ercolano e Pompei (Sala da Bagno, piano terreno).

    A seguire, una visita al Museo Carlo Zauli, inaugurato nel 2002 nei locali che furono il laboratorio stesso di Carlo Zauli, uno dei maggiori scultori ceramisti del Novecento e punto d'ispirazione per molti artisti contemporanei. Il Museo è un contenitore che, attraverso le sue collezioni e le diverse attività culturali, esplora e diffonde l’arte contemporanea in tutti i suoi linguaggi, coinvolgendo l’intero territorio. 

    C’è tempo per una visita anche alla Pinacoteca Comunale, il più antico istituto museale della Romagna, costituito nel 1796, in cui è possibile scoprire la storia di una città che è stata una capitale artistica. 
    Una storia illustrata da 200 opere d’arte, da Donatello ai capolavori del Rinascimento fino alle opere Novecento italiano.

    A questo punto non resta che raggiungere Piazza del Popolo e Piazza della Libertà. Le due piazze adiacenti formano un unico, grande, elegante spazio in cui potrete gustare la vera vita di questa cittadina romagnola: i bar in cui sedersi per un caffè, gli eleganti negozi, ma soprattutto il viavai continuo di biciclette: la bici, in Romagna, si sa, è il mezzo di trasporto per eccellenza! 

  • Seconda tappa Brisighella

    ll secondo giorno di questo itinerario ci spostiamo in collina. Iniziamo da Brisighella, borgo medioevale ricco di tradizioni, bellezze architettoniche e naturalistiche, insignita di importanti riconoscimenti: è tra i Borghi più belli d’Italia, oltre che Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. 

    Il borgo è circondato da tre colli, su cui svettano la Torre dell'Orologio, la Rocca Manfrediana e il Santuario del Monticino. In centro paese invece imperdibile è una passeggiata all’ombra della Via degli Asini, una strada sopraelevata e porticata di origine medioevale con caratteristiche uniche al mondo.

    Iniziamo dalla Torre dell’Orologio, fortilizio fatto erigere nel 1290 che fino al 1500 costituì, insieme alla Rocca, il sistema difensivo del centro abitato. Danneggiata e ricostruita più volte, la torre fu completamente rifatta nel 1850 e nello stesso anno vi fu posto anche l’orologio, il cui quadrante è a sei ore. 
    La sommità di questo colle è un punto panoramico per ammirare il paese, i gessi e i calanchi che circondano Brisighella.

    Ci spostiamo poi alla Rocca Manfrediana, pregevole esempio dell'arte militare del Medioevo. Il complesso di questa fortezza si compone del cosiddetto "Torrione Veneziano" (sec. XVI) e dell'antico "Torricino", che risale al 1300, costruito per volere della famiglia Manfredi di Faenza. 
    Da maggio 2016 ospita al suo interno il Museo dell’Uomo e del Gesso, un percorso museale che attraversa la lunga storia del rapporto dell’uomo con questo territorio e con il minerale che lo caratterizza.

    Sul terzo colle di Brisighella, immerso nei cipressi, si trova invece il Santuario della Madonna del Monticino.
    Nel 1926 il Santuario si è arricchito di una grandiosa facciata, donata dal cardinale Michele Lega, realizzata su disegno di Edoardo Collamarini. Sul retro del santuario, la cava da cui fino a pochi anni fa si estraeva il gesso è diventata oggi un Museo Geologico all’aperto.

  • Terza tappa Casola Valsenio

    L’itinerario prosegue verso Casola Valsenio, piccolo borgo dell’Appennino Romagnolo ai confini della Toscana, conosciuto come il Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati.

    Pochi chilometri prima di arrivare al paese troviamo l’Abbazia di Valsenio, fondata dai Monaci Benedettini attorno all’anno mille. L'Abbazia è caratterizzata dal chiostro, a cui si accede dal portone a destra della chiesa, dove si trova anche un pozzo risalente al 1500.

    Ma la vera sorpresa è stata trovata sotto l’abisde: i resti di una chiesa più antica, a pianta trilobata (ovvero con tre absidi) che risalirebbe al settimo-ottavo secolo dopo Cristo. L’abbazia è un luogo davvero speciale, dove si respira l’atmosfera mistica delle chiese medioevali ma anche l’atmosfera semplice delle chiese di campagna.

    Da qui è un attimo arrivare al Cardello, la casa in cui lo scrittore faentino Alfredo Oriani trascorse gran parte della sua vita e scrisse tutte le sue opere. L'edificio risale probabilmente al secolo XI, ed è stato foresteria dell'Abbazia benedettina di Valsenio. Le stanze, rimaste intatte dopo la morte dell’ultimo discendente della famiglia, sono un raro e splendido esempio di abitazione signorile romagnola dell’Otto-Novecento.

    Ultima tappa di questa seconda giornata è dedicata al Giardino delle Erbe, un punto di riferimento immancabile per chi vuole approfondire la conoscenza delle piante officinali, note per le loro virtù fin dal Medioevo. Nei suoi gradoni, con splendida vista sulla Vena del Gesso Romagnola, vengono coltivate circa 450 specie di piante officinali utilizzate in cucina, nella medicina, nella cosmesi.

  • Quarta tappa Riolo Terme

    Il terzo giorno la direzione è Riolo Terme, per iniziare la giornata all’insegna del relax! La città d’acque della Romagna Faentina è una rinomata località di villeggiatura, apprezzata fin dall’antichità per le virtù terapeutiche delle sue acque.

    Le Terme di Riolo circondate dalle dolci colline romagnole e nella magica cornice di un vasto parco secolare, propongono, oltre alle tradizionali cure con i preziosi fanghi e le acque medicali che sgorgano naturalmente dalle vicine sorgenti, anche pacchetti benessere che consentono di liberarsi dallo stress nel dolce tepore del Centro del Benessere. 

    A seguire, una visita al centro storico di Riolo Terme, dove sorge la Rocca Sforzesca sede del Museo del paesaggio dell'Appennino faentino. La visita alla Rocca si snoda su vari livelli e permette una vera e propria immersione nel Medioevo e nella storia.
    Nella sala del pozzo l'allestimento permanente I misteri di Caterina, dedicato alle gesta e agli amori di Caterina Sforza, trasporta il visitatore in una realtà interattiva sotto la guida della Leonessa delle Romagne in persona! 
    Nel Mastio si trova la sezione archeologica, che ospita reperti databili dall'età del ferro all'epoca romana.  La sezione del Museo del paesaggio dell'Appennino faentino offre poi un'ampia visione del paesaggio collinare circostante, con calanchi e affioramenti di gesso osservabili grazie ai binocoli
    Essendo anche Centro di Documentazione del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, la Rocca è un importante centro di studi, scoperte e attività, un museo del territorio in evoluzione continua!

    Conclusa la visita a Riolo Terme, basta spostarsi di pochi chilometri per raggiungere Castelbolognese. 

  • Quinta tappa Castel Bolognese

    Il comune si distingue per aver dato i natali ad un insigne scultore del novecento, Angelo Biancini, le cui opere in bronzo ornano in un percorso urbano l'intero paese nel suggestivo “Museo all'Aperto”. 
    Le opere che decorano e rendono preziosa Castel Bolognese rappresentano un ideale percorso attraverso la storia dell’arte di Biancini, seguendo la sua evoluzione artistica dagli anni ‘30 fino alla morte. 

    A circa 2 km dal centro del paese troviamo il Mulino Scodellino, l’ultimo esempio ancora esistente della serie dei mulini sorti nel 1400 lungo il canale che da essi ha preso il nome. Costruito tra il finire del Trecento e l’inizio del Quattrocento, deve probabilmente il suo nome alla “scudella”, utilizzata dal mugnaio per la molitura. 
    La costruzione rustica, realizzata in mattoni a vista, mostra ancora oggi l’impianto originario. Il mulino, pur non essendo più utilizzato, è stato abitato fino a 25 anni fa e nel 2016, dopo anni di lavoro da parte di volontari, ha riaperto. 
    Il Mulino è visitabile in occasione delle Giornate del FAI di Primavera e attraverso le iniziative e gli eventi che vengono organizzati durante l’anno.

  • Sesta tappa Solarolo

    L’ultima tappa di questo tour de force nelle Terre di Faenza è Solarolo, dove troviamo il Sito Archeologico di via Ordiere, un villaggio dell'Età del Bronzo che custodisce uno dei più vasti e ricchi patrimoni archeologici della Romagna. 
    Grazie alla collaborazione con l'Università di Bologna, il sito è visitabile sia dai cittadini grazie alle molte iniziative di archeologia sperimentale, sia da parte di classi scolastiche che hanno la possibilità di vivere per un giorno nei panni di una comunità di 3500 anni fa.

Ultimo aggiornamento 12/01/2021

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Redazione Terre di Faenza

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