Tre giorni nella Romagna Faentina: arte, borghi e natura

Logo CC

Un itinerario di 3 giorni che attraversa la Romagna Faentina: sei territori, una destinazione. 

Tra la Via Emilia e le colline della Vena del Gesso Romagnola si incontrano la città di Faenza, famosa per le sue ceramiche, il borgo medievale di Brisighella, Casola Valsenio paese delle erbe e dei frutti dimenticati, la storica stazione termale di Riolo Terme e i borghi rurali di Castel Bolognese e Solarolo.

Un viaggio tra l'arte e la storia, immersi in paesaggio variegato e indimenticabile, fatto di colline, filari di olivi, contrafforti gessosi e calanchi, punteggiato da borghi e castelli.

Consiglio

La primavera è il momento ideale per programmare un week-end lungo: le colline si colorano del giallo delle ginestre in fiore, la terra offre le sue gustose primizie e le immancabili erbe di campo della tradizione romagnola, il cartellone di eventi propone una ricca offerta di iniziative

  • Durata
    72 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Famiglia,Coppia
  • Prima tappa - Museo Internazionale delle Ceramiche Faenza

    Faenza capitale della ceramica: la sua lunga tradizione l'ha consacrata come Città Creativa UNESCO per l'Artigianato e le Arti Popolari, che proprio nella ceramica trovano qui la loro massima espressione. Ma Faenza è anche una città d'arte ricca di Musei, teatri e palazzi storici dove il Neoclassicismo ha lasciato un'impronta indelebile, che si può scoprire passeggiando per il centro.

    Da non perdere

    • Museo Internazionale delle Ceramiche: raccoglie la più grande collezione al mondo di ceramica, oltre 60.000 opere che portano il visitatore in un viaggio nel tempo dall'età del bronzo ai giorni nostri, tra diverse culture e civiltà. Il Museo ospita manufatti provenienti dall'Oriente, dal Sud America, dall'area mediterranea accanto a una ricca collezione di raffinate ceramiche faentine rinascimentali e alle opere di grandi artisti, come Picasso, Matisse, Chagall e Fontana. il MIC è riconosciuto dall'UNESCO come "Monumento a una Cultura di Pace".
    • Pinacoteca Comunale di Faenza: dove sono conservate oltre 200 opere, per Mille anni di storia dal Medioevo al Novecento.  Nel salone principale potrete ammirare il San Girolamo di Donatello, nel suo scarno realismo, e la Madonna in trono con Bambino e Santi di Marco Palmezzano, con un manto azzurro che rapisce lo sguardo. La sezione moderna ospita le opere di Domenico Baccarini e del Cenacolo Baccariniano, testimoni del fermento artistico faentino dei primi anni del Novecento, oltre alla collezione Bianchedi Bettoli Vallunga, che raccoglie opere di De Chirico, Savinio, Severini, Carrà, Sironi, Morandi, Campigli, De Pisis e Casorati.
    • Palazzo Milzetti - Museo Nazionale dell'età neoclassica in Romagna a Faenza: l'esempio più ricco e integro dell’elegante civiltà neoclassica faentina. All'interno si possono ammirare i cicli decorativi di Felice Giani del primo '800, che ben rappresentano la cultura e i gusti del tempo. Imperdibili sono la Sala delle Feste con episodi dell'Eneide, la Sala Grande, incentrata sul mito di Apollo rappresentato nella volta sul suo carro dorato, e l'Antibagno con una sontuosa decorazione di cammei azzurri su fondo nero che culmina nelle Nozze di Anfitrite sulla volta.
    • Museo Carlo Zauli: punto di riferimento dell'arte contemporanea a Faenza e luogo di produzione culturale. Il museo nasce nello studio-laboratorio dell'artista, di cui si può seguire il percorso creativo attraverso un'esposizione antologica che va dalle ceramiche ispirate al primitivismo alle innovative lavorazioni con il gres, passando per le maioliche e la decorazione d'interni. Le sale ospitano anche una ricca collezione contemporanea, nata dal dialogo e dalla sperimentazione di giovani artisti.

    Consiglio

    Chi ama l'arte contemporanea può continuare la visita con il Museo all'aperto della città di Faenza, un percorso diffuso che porta l’arte fuori dagli spazi espositivi tradizionali, con 80 opere di artisti quali Rambelli, Matteucci, Biancini, Spagnulo, Nagasawa, Sottsass, Zauli, Sartelli, Stahler e Bombardieri

    Eventi 

    Faenza ospita due grandi eventi ceramici a cadenza biennale davvero imperdibili: 

    • Argillà Italia, Festival Internazionale della Ceramica e Mostra Mercato che si svolge il primo weekend di settembre
    • Premio Faenza – Biennale Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea con esposizione al Museo Internazionale delle Ceramiche

  • Seconda tappa - Brisighella Brisighella

    Il secondo giorno è dedicato alla collina. Si parte da Brisighella, borgo medioevale ricco di tradizioni, bellezze architettoniche e naturalistiche,  riconosciuto tra i Borghi più belli d’Italia e Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Sul centro storico, incastonato della roccia, svettano i tre colli, pinnacoli di gesso dove sorgono i principali monumenti di Brisighella.

    Da non perdere

    • Via degli Asini: una strada sopraelevata e coperta, incastonata nel caseggiato che la ospita e nella roccia. La via è nata a scopo difensivo, ma in breve tempo è diventata importante per il trasporto di gesso dalle vicine cave. Qui i birocciai, i carrettieri, passavano e facevano riposare i loro asini, che hanno dato il nome alla strada. Da Porta delle Dame, all'inizio del camminamento, parte un percorso in salita per visitare i tre colli. 
    • Torre dell'Orologio: sorge sui resti del castello di Maghinardo Pagani da Susinana, che Dante definì nell'Inferno "il lioncel dal nido bianco che muta parte dalla state al verno". Luogo difensivo di grande importanza, la torre è stata ricostruita diverse volte, per trovare la sua forma definitiva nel 1850, periodo in cui è stato inserito anche l'orologio, con il caratteristico quadrante a sei ore.
    • Rocca Manfrediana: costruita a partire dal 1310, è una delle costruzioni più imponenti della vallata. Si raggiunge in 15 minuti, con un sentiero che parte dalla Torre dell'Orologio. La rocca è stata ampliata e fortificata nel corso del Rinascimento dalla famiglia Manfredi di Faenza, fase di cui si conserva il Torricino. All'inizio del '500, dopo la conquista veneziana della Romagna, la rocca è stata riconfigurata con la costruzione del grandioso maschio circolare, detto Torrione dei Veneziani, e di nuove mura. All'interno si trova il Museo dell'Uomo e del Gesso, un percorso che racconta lo stretto rapporto della comunità con questa terra e il minerale che la compone. 
    • Santuario del Monticino: a 10 minuti dalla Rocca si trova questo luogo di calma e spiritualità, Il Santuario è nato da una devozione alla Madonna, incentrata su una formella votiva che nel 1626 ha iniziato a richiamare numerosi pellegrini a Brisighella. La chiesa è stata costruita in cima al colle, poi detto Monticino, nel XVIII secolo in forme neoclassiche, proprio in risposta alla grande affluenza di fedeli.

    Consigli

    • Dalla Torre dell'orologio si apre una vista panoramica incredibile, fermatevi a guardare il borgo e la Valle del Lamone dall'alto, vi lascerà senza fiato.
    • Gli amanti di storia e archeologia possono allungare questa parte di itinerario e raggiungere altri due castelli medievali: Castello di Rontana, incastonato nel gesso della Vena Romagnola e il Castello di Ceparano, con la sua torre cisterna

    Info utili

    Il percorso è tra i monumenti, ma ci si muove tra i gessi della collina: meglio avere scarpe sportive e abbigliamento comodo.

  • Terza tappa - Casola Valsenio Casola Valsenio

    L’itinerario prosegue verso Casola Valsenio, piccolo borgo dell’Appennino Romagnolo ai confini della Toscana, conosciuto come il Paese delle Erbe e dei Frutti Dimenticati. Qui il fascino della storia si mescola al profumo della lavanda e delle piante officinali, in un'esperienza multisensoriale.

    Da non perdere

    • Abbazia di San Giovanni Battista in Valsenio: dove toccare da vicino la storia della vallata. Le prime notizie sull'abbazia benedettina si hanno all'inizio del XII, ma la chiesa sorge su una fondazione di età altomedievale, di cui si conservano alcuni resti. La chiesa attuale è frutto del restauro ottocentesco in forme neo-romaniche, ma sotto l'abside si conserva la cripta medievale, anticamente coperta a volte. di cui si conservano le basi dei pilastri. All'esterno il chiostro ospita un pozzo cinquecentesco.
    • Il Cardello: la Casa Museo di Alfredo Oriani, detta il Cardello, sorge sull'antica foresteria dell'Abbazia di Valsenio. Questa tipica dimora signorile romagnola ha ospitato lo scrittore Alfredo Oriani, che qui ha vissuto e scritto le sue opere tra la seconda metà dell'800 e il 1909. Le stanze ospitano gli arredi originali e la ricca biblioteca dello scrittore. 
    • Giardino delle Erbe: l'orto botanico ideato da Augusto Rinaldi Ceroni per la coltivazione e la tutela delle piante officinali. Il Giardino ospita un patrimonio botanico di 480 specie di piante utilizzate in cucina e nella cosmesi. Il punto forte del giardino è la lavanda, che qui si fa esperienza. 20 varietà di lavanda, dai diversi colori e profumi, da conoscere e sperimentare durante i tanti laboratori e iniziative in calendario.

    Da gustare

    In questa zona le erbe spontanee e i frutti di una volta sono la base della cucina tradizionale, da provare nei tanti ristoranti con menu dedicati. Non può mancare il gelato ai gusti dei frutti dimenticati o delle essenze officinali.

    Eventi

    Ogni anno, il secondo e il terzo fine settimana di ottobre, Casola Valsenio ospita la Festa dei Frutti Dimenticati, una manifestazione che celebra i prodotti selvatici e guida alla riscoperta dei frutti di cui si è perso l'uso, ma ancora importanti sulla tavola delle cucine romagnole.

  • Quarta tappa - Riolo Terme Riolo Terme

    Il terzo giorno la direzione è Riolo Terme, per iniziare la giornata all’insegna del relax! Il borgo è conosciuto sin dall'antichità per le sue acque termali che sgorgano, ricche di minerali, da 60 sorgenti nel Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola.

    Da non perdere

    • Terme di Riolo: un luogo di quiete e di benessere, immerso nel grande parco con alberi secolari. Alle terme è possibile concedersi una pausa dalla vita frenetica tra acque salsobromoiodiche, fango termale e percorsi personalizzati, in un contesto storico di grande bellezza. Lo stabilimento in stile Liberty è stato fondato nel 1877 e ha mantenuto il suo charme negli spazi originali, affiancati da padiglioni moderni.
    • Rocca Sforzesca: un castello che inizia la sua vicenda nell'XI secolo e raggiunge nel Rinascimento il massimo splendore. Sotto la famiglia Manfredi, dal 1434, la rocca è stata fortificata e ampliata per resistere alle nuove armi da fuoco. Ma è dal 1481 che Riolo e il suo castello incontrano la principale protagonista della loro storia, Caterina Sforza, tigre di Romagna. Alla Rocca Caterina rivive in numerose attività, visite guidate a tema, racconti e spettacoli che rendono la visita indimenticabile.

    Da sapere

    La Rocca ospita il Museo del paesaggio dell'Appennino faentino e il Centro di documentazione del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola. la sezione archeologica conserva reperti dall'Età del ferro al periodo romano.

    Conclusa la visita a Riolo Terme, basta spostarsi di pochi chilometri per raggiungere Castel Bolognese. 

  • Quinta tappa - Castel Bolognese Castel Bolognese

    A Castel Bolognese l'arte e la convivialità convivono in un paesaggio agricolo che dalla pianura arriva alla prima collina. Il centro nasce come borgo franco alla fine del XIV secolo, per volontà di Bologna. Del castello medievale restano poche tracce, ancora visibili nel tessuto urbano, ma la storia è fortemente radicata nella sua comunità.

    Da non perdere

    • Museo all'aperto Angelo Biancini: il MaAB è un percorso artistico diffuso, dedicato allo scultore e ceramista Angelo Biancini. Passeggiando per il centro si possono incontrare numerose opere dell'artista, tra cui la commovente Mondina Romagnola del 1972.
    • Mulino Scodellino: ultimo esempio dei tanti impianti che dal Medioevo sono stati costruiti lungo il canale detto proprio Dei Mulini. Costruito tra il XIV e il XV secolo il Mulino si lega alla fondazione del borgo franco di Castel Bolognese e alle strutture di approvvigionamento delle acque per il suo funzionamento. Qui si possono vivere esperienze autentiche e immergersi nella tradizione rurale romagnola con laboratori, attività per le famiglie e degustazioni. Il Mulino Scodellino produce ancora farina macinata a pietra, che si può assaggiare durante uno dei tanti appuntamenti che ospita durante l'anno.

    Da gustare

    Arrivando da Riolo Terme, lungo la Via Casolana, potete fare una sosta nella località Serra, sottozona della della DOC Romagna Sangiovese, dove gustare vini di qualità nelle tante cantine che si trovano tra colline, calanchi e ginestre.

  • Sesta tappa - Solarolo Solarolo

    Questo piccolo borgo rurale si raggiunge con un breve tragitto da Castel Bolognese. Solarolo era un antico castello di pianura, in una porzione di territorio molto ambita, di cui si conservano poche tracce ancora visibili nel centro storico.

    Da non perdere

    Santuario della Madonna della Salute: un luogo di quiete e devozione immerso nella campagna romagnola. Il Santuario custodisce un'immagine della Madonna della Salute con Bambino in terracotta realizzata in rilievo da stampo, decorato su ingobbio, tecnica ceramica povera tipica delle immagini devozionali tipiche della Romagna.

    Eventi

    Ogni anno in primavera a Solarolo si svolge la Festa dell'Ascensione, che si lega proprio alla Madonna della Salute, celebrata con un ricco programma di attività, stand gastronomici, spettacoli e mercati.

Ultimo aggiornamento 28/09/2026

Per maggiori informazioni

Redazione Around Faenza

Uffici informazione turistica

Faenza - Welcome Room
Info
Brisighella - Welcome Room
Info
Casola Valsenio - Welcome Room
Info
Riolo Terme - Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT)
Info

Potrebbe interessarti...

SITO UFFICIALE DI INFORMAZIONE TURISTICA © 2019-2026 Regione Emilia-Romagna | Assessorato Turismo e Commercio