I luoghi del cinema nel bolognese

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Bologna è una delle capitali italiane del cinema: all’ombra delle torri infatti sono stati girati tanti film di grande prestigio, così come sono numerosi i cineasti cresciuti sotto i portici. Da Pasolini a Gino Cervi, da Pupi Avati a Stefano Accorsi. E come non ricordare il Cinema Ritrovato e Sotto le Stelle del cinema, festival organizzati da Cineteca di Bologna che trasformano ogni estate piazza Maggiore in uno dei più bei cinema all’aperto del mondo.

Non solo la città però ha dato natali o cresciuto i protagonisti del grande schermo. Anche nel territorio di Bologna, grandi personalità del cinema sono nate, cresciute e hanno tratto ispirazione per i loro capolavori.

Con questo itinerario andiamo a scoprire i luoghi collegati alla settima arte della provincia bolognese.

  • Durata
    48 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Amici/Solo,Coppia
  • Prima tappa - San Giovanni in Persiceto San Giovanni in Persiceto

    L’itinerario parte da San Giovanni in Persiceto, e per la precisione in quel luogo magico e surreale che è Piazzetta Betlemme; visitarla dà l’impressione di essere su un set fantastico: un avvolgente affresco in trompe l’oeil che ricopre tutte le case affacciate sulla piazza. 
    L’opera è di Gino Pellegrini, pittore di scena e scenografo che tra gli anni ‘50 e ‘70 ha legato il suo nome alla grande stagione del cinema hollywoodiano, con film quali 2001: Odissea nello spazio, West Side Story, Mary Poppins, Gli Uccelli. Tornato in Italia, Pellegrini si dedicò alla sua arte e trasformò questo angolo del borgo in un mondo sospeso tra realtà e fantasia, pieno di dettagli curiosi e illusioni ottiche in cui è facile perdersi, proprio come in un film.

  • Seconda tappa - San Giorgio di Piano San Giorgio di Piano

    La seconda tappa ci conduce a San Giorgio di Piano, dove il 22 febbraio 1921 è nata l'attrice Giulietta Masina, musa e compagna di Federico Fellini, una straordinaria artista capace di impersonare magistralmente un archetipo di femminilità malinconica e remissiva in una serie di interpretazioni che hanno fatto la storia del cinema del Novecento.

    A lei è dedicata la targa commemorativa affissa alla sua casa natale, un edificio porticato collocato al numero 112 di via Libertà, la strada principale del centro storico di San Giorgio.

  • Terza tappa - Minerbio Minerbio

    Tra la cittadina di Minerbio e le sue campagne si cela una grande anima cinefila, nata soprattutto dal forte legame di questo territorio con il regista Pupi Avati che l’ha scelto come set, ma l’ha anche frequentato fuori dalle scene. 
    Nei dintorni di Minerbio, il fiabesco Castello di San Martino in Soverzano e la Pieve di San Giovanni in Triario appaiono nel film La casa delle finestre che ridono (1976), il giallo-horror che dà inizio al cosiddetto filone del gotico padano. 
    Le storiche osterie del centro di Minerbio, invece, all’epoca luogo di ritrovo frequentato da attori tra cui Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Gianni Cavina e Lino Capolicchio, hanno visto nascere l’idea del film Le strelle nel fosso (1978), una favola poetica dal sapore onirico.

  • Quarta tappa - Imola Imola

    Procedendo verso est, raggiungiamo la città di Imola, cittadina dalla nota vocazione automobilistica. Questa si è inevitabilmente riversata sul grande schermo con le riprese di Veloce come il Vento di Matteo Rovere (2016), che vede come location principe l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Il circuito sulle rive del Santerno è infatti il set scelto da Rovere per mettere in scena il campionato Gran Turismo a cui è iscritta la protagonista Giulia, interpretata dall’attrice bolognese Matilda De Angelis, affiancata da uno straordinario Stefano Accorsi. Iconico anche l’inseguimento a bordo di una vecchia Peugeot rossa tra i vicoli e le strade del centro storico, tra il rumore dei clacson e le sgommate.

  • Quinta tappa - Castel San Pietro Terme Castel San Pietro Terme

    Quando invece è la natura a fare da contorno agli attori e alle cineprese, le colline di Castel San Pietro Terme non potevano mancare. La Valle del Sillaro e la campagna attorno a questa cittadina termale furono scelte come set a cielo aperto per alcune riprese de L’uomo che verrà di Giorgio Diritti del 2009, coinvolgendo anche diverse comparse tra gli abitanti della zona.
    Nel cuore di Castel San Pietro Terme invece, si svolgono le vicende narrate in Teresa (1987), di Dino Risi: emergono in questa pellicola diversi luoghi iconici, come la piazza XX Settembre e la chiesa del SS. Crocifisso, oltre a diversi angoli del centro storico.

  • Sesta tappa - Monte San Pietro Monte San Pietro

    Spostandosi in Appennino, la prima tappa è nel territorio di Monte San Pietro, a poco più di venti chilometri da Bologna. Anche qui, su una collina che si affaccia sulle sponde del rio Lavino dove sorge il borgo di San Chierlo, il regista Giorgio Diritti ha girato alcune scene del film L’uomo che verrà, che racconta i tragici eventi della strage di Monte Sole ad opera dei nazifascisti sulla popolazione civile nell’autunno del 1944.
    Nelle vicinanze merita una visita l’Officina Pellegrini, casa-atelier di Gino Pellegrini che ospita opere, appunti, progetti, idee e strumenti dell’artista e scenografo che ha lavorato con i grandi maestri del cinema hollywoodiano. 

  • Settima tappa - Grizzana Morandi Grizzana Morandi

    Risalendo la strada Porrettana, altra tappa consigliata è la Rocchetta Mattei nel comune di Grizzana Morandi. Le sue forme conturbanti, con la mescolanza eclettica di stili voluta dal conte Cesare Mattei, hanno affascinato diversi importanti registi. 

    Pupi Avati vi girò Balsamus, l’uomo di Satana (1968), coraggioso e provocatorio esperimento realizzato con attori semiprofessionisti. E nel 1984, l’edificio fu il set del conturbante Enrico IV del regista Marco Bellocchio con l’attrice Claudia Cardinale. 

  • Ottava tappa - Alto Reno Terme Alto Reno Terme

    L’ultima tappa è nel territorio di Alto Reno Terme a Castelluccio, borgo collocato su un crinale da cui si dominano le valli circostanti, sorto attorno al Castello Manservisi. Qui ancora Pupi Avati girò alcune scene di uno dei suoi film di maggiore successo Una vita scolastica (1983).

    L’edificio, dai tratti neogotici con torri, portici e archi a sesto acuto, venne costruito nel XVI secolo da una nobile famiglia e successivamente ristrutturato al fine del XIX secolo. Le sale interne sono arredate con mobili d'epoca e alcune ospitano mostre d’arte. Adiacente al Castello, si trova il Museo Laborantes con un percorso espositivo dedicato alla vita quotidiana delle genti del primo Novecento. 

Ultimo aggiornamento 26/11/2021

Per maggiori informazioni

Redazione DT Bologna Modena

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