I borghi più belli d'Italia in Emilia

Un tuffo tra Medioevo e Rinascimento nei borghi più belli d’Italia dell'Emilia

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Immersi nella natura dell’Appennino Tosco Emiliano o dislocati sugli argini del Fiume Po, una serie di affascinanti luoghi diventa lo spunto per questo autentico viaggio nel tempo, attraverso alcuni dei Borghi più Belli d’Italia nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia: luoghi che conservano praticamente intatti i segni di un passato iscritto indelebilmente sulle pietre di strade, palazzi e castelli.

  • Durata
    48 ore
  • Interessi
    Arte & Cultura
  • Target
    Tutti
  • Prima tappa - Gualtieri Gualtieri

    Nelle immediate vicinanze della riva destra del Po, Gualtieri rivendica la propria origine medievale ma urla soprattutto uno strabiliante sviluppo rinascimentale incarnato dalla scenografica piazza progettata da Giovan Battista Aleotti, sulla quale si affacciano la Torre dell’Orologio, la Collegiata di Santa Maria della Neve e Palazzo Bentivoglio

    Quest’ultimo in particolare è uno scrigno di sorprese come la Sala dei Giganti e la Sala di Icaro – che ospitano i costumi di scena della collezione dal sarto teatrale Umberto Tirelli e cicli pittorici di artisti quali De Chirico e Guttuso – o il Museo Antonio Ligabue, dedicato ad uno dei più celebri pittori naïf d’Italia che proprio a Gualtieri visse per buona parte della sua attività artistica e morì nel 1965.

  • Seconda tappa - Montechiarugolo Montechiarugolo

    Come regolarmente accade per i borghi che sembrano essersi conservati sotto una campana di vetro medievale, anche Montechiarugolo è organizzata intorno al maestoso castello. 

    La sua “promozione” nella ristretta cerchia dei Comuni italiani capaci di valorizzare il proprio patrimonio storico, in termini di struttura urbana e architettonica, rende giustizia a un luogo dal fascino innegabile, fondato presumibilmente intorno al X secolo e, secondo la leggenda, caratterizzato dalla presenza del fantasma della Fata Bema.

  • Terza tappa - Compiano Compiano

    Già documentato come borgo fortificato nell’XI secolo, Compiano - insieme alla vicina Bardi – vanta una breve fase storica da stato territoriale istituzionale, probabilmente favorita anche dalla natura di baluardo difensivo dell’Alta Val Taro

    Inutile dire che in questo contesto il vero protagonista di questo borgo è il castello, orgogliosamente costruito su uno sperone roccioso e progettato come fortezza inespugnabile circondata dalla città, dove palazzi nobiliari e case torri si alternano in una gara architettonica per il dominio delle caratteristiche strade in pendenza. 

    Tutto intorno, le mura della rocca fanno da cinta protettiva a un impianto che ha nella piazza un privilegiato punto panoramico sulla vallata.

  • Quarta tappa - Castell'Arquato Castell'Arquato

    Camminare per le strade di Castell'Arquato significa fare un patto col calendario e dimenticare non solo l’anno ma addirittura la nostra epoca, che non sembra rispecchiata da scorci e architetture immutate da secoli. Città natale del grande librettista Luigi Illica, il borgo si inerpica su un colle che, nel punto più alto, ospita la piazza con il Palazzo del Podestà e la Collegiata, dove il fonte battesimale e il portico occidentale offrono testimonianze dei numerosi interventi susseguitisi nel corso dei secoli. 

    La Rocca Viscontea (immortalata sul grande schermo in alcune scene del film Lady Hawke) e il Torrione Farnese contribuiscono a rinnovare il ricordo del glorioso passato della casata Sforza.

  • Quinta tappa - Vigoleno Vigoleno

    Concentrato di elementi stilistici sparsi tra Barocco e Rinascimento, la Pieve di San Giorgio è una delle architetture emblematiche che giustificano l’inserimento di Vigoleno nel club dei Borghi più belli d’Italia. 

    Le mura merlate che le corrono intorno sembrano abbracciare e proteggere l’eleganza atavica di un centro panoramico che domina la Val Stirone con il mastio quadrangolare di un castello leggendario, dove personaggi del calibro di Gabriele D’Annunzio, Max Ernst e Jean Cocteau furono ospiti della duchessa Maria Ruspoli Grammont Hugo.

  • Sesta tappa - Bobbio Bobbio

    In un intreccio di vie e vicoli impregnati di storia e leggenda, Bobbio lega le proprie vicende a quella dell’Abbazia di San Colombano, imponente struttura dalle linee gotico-tardo rinascimentali fondata per volontà dell’Abate Agilulfo all’inizio del VII secolo e custode di pietra della straordinaria decorazione pittorica firmata da Bernardino Lanzani da San Colombano al Lambro. 

    Immersa nel lussureggiante e metamorfico contesto naturale della Val Trebbia, il Borgo dei borghi sfoggia anche eleganti simboli civili come il Castello di Malaspina e quel gioiello architettonico che prende il nome di Ponte Vecchio, affascinante e stratificato monumento all’ingegno transepocale dell’uomo.

Ultimo aggiornamento 31/03/2022

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Redazione DT Emilia

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